Linfedema: sintomi e cause
Hai un gonfiore persistente e asimmetrico in uno o più arti? L’arto interessato, sia braccio che gamba, è indolore ma avverti una sensazione di tensione? Anche altri membri della famiglia soffrono di arti gonfi? Oppure hai dovuto sottoporti a un trattamento oncologico o a un intervento chirurgico con asportazione di linfonodi? Hai avuto in precedenza un’infiammazione nell’arto interessato?
Se sì, il tuo sistema linfatico potrebbe essere danneggiato e potresti aver sviluppato un linfedema.
Cos'è un linfedema?
L’edema linfatico è una malattia infiammatoria cronica del tessuto. Si manifesta come conseguenza di un danno congenito o acquisito al sistema di drenaggio linfatico. Nelle persone sane esiste un equilibrio tra la linfa prodotta e il suo drenaggio. Nell’edema linfatico si verifica uno squilibrio: c’è più linfa di quanta ne possa essere drenata. Si formano accumuli locali di liquido e gonfiori del tessuto. Più a lungo persiste questa condizione, maggiori sono i danni secondari che si sviluppano nel tessuto.
L’edema linfatico è un edema ricco di proteine. Si manifesta localmente, e di solito interessa un braccio o una gamba. Più raramente si presenta in altre parti del corpo, come il viso, il tronco o la zona genitale. L’espressione individuale può variare in ciascun caso.
Quali tipi vengono distinti?
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Linfedema primario
Un linfedema primario si manifesta senza fattori esterni. Si tratta di una malattia congenita dovuta a vasi linfatici difettosi o non completamente sviluppati. Di solito si presenta per la prima volta nel periodo dalla pubertà fino alla giovane età adulta, ma può essere presente già dalla nascita o nella prima infanzia. L’insorgenza della malattia è favorita da eventi che comportano un aumento del carico linfatico, cioè un accumulo maggiore di linfa. Tra questi vi sono, ad esempio, una gravidanza, un trauma al braccio o alla gamba o un sovraccarico (ad esempio, lavoro in piedi, sforzo fisico eccessivo).
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Linfedema secondario
Il linfedema secondario deriva da un danno esterno al sistema linfatico (vasi linfatici/linfonodi) causato da lesioni, infiammazioni (ad esempio dopo punture di insetti), ferite gravi o ustioni. Anche l'obesità grave, interventi chirurgici o radioterapie, così come un tumore che preme sui vasi linfatici, possono causare il linfedema.
Sintomi riconoscibili del linfedema
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Un linfedema alle mani e ai piedi è caratterizzato dal segno di Stemmer positivo (a destra nell'immagine): se la piega cutanea sopra il secondo e terzo dito del piede o della mano si allarga, si ispessisce ed è difficile o impossibile da sollevare, allora il segno di Stemmer è positivo.
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Edema comprimibile
Altri sintomi di un linfedema variano a seconda della localizzazione e della gravità
- Dita a scatola
- Gonfiore asimmetrico
- Pieghe cutanee naturali incavate, specialmente alle articolazioni di base
- Gonfiori sul dorso di piedi e mani
- Pelle molto liscia e tesa nelle zone gonfie
- Senza dolore, sensazione di tensione
- Infezioni cutanee ricorrenti
- Nei casi avanzati, indurimento della pelle, del tessuto connettivo e adiposo
- Cisti linfatiche con fuoriuscita di linfa dal tessuto verso l’esterno
- Ferite croniche
Le fasi di un linfedema
Il linfedema può essere suddiviso clinicamente in quattro stadi. Ogni stadio influisce in modo diverso sul corpo della persona interessata. Vengono classificati in base alla gravità e vanno dal linfedema stadio 0 (clinicamente non o difficilmente riconoscibile) fino al linfedema stadio 3, che può comportare sintomi gravi e limitazioni fisiche.
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Stadio 1
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Stadio precoce 2
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Stadio avanzato 2
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Stadium 3
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Stadio 1
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Stadio precoce 2
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Stadio avanzato 2
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Stadium 3
Stadio 0
Nonostante un trasporto linfatico rallentato e cambiamenti sottili nel fluido tissutale, non si manifesta ancora un gonfiore visibile. Possono passare mesi o anni prima che un edema diventi visibile come tale. Questo stadio è rilevabile solo con una diagnostica radiologica speciale (la cosiddetta linfoscintigrafia del deflusso linfatico).
Stadio 1
Nel primo stadio è visibile temporaneamente un gonfiore comprimibile, che però si riduce senza ulteriori interventi sollevando l’arto interessato.
Stadio 2
Il gonfiore diventa permanente, sollevare gli arti non è sufficiente per una completa regressione, e compaiono i primi indurimenti del tessuto.
Stadio 3
Oltre al gonfiore persistente e generalmente progressivo, si manifestano alterazioni cutanee come vesciche, fistole o cambiamenti simili a verruche. Come complicazioni del linfedema non trattato o mal gestito, si verificano infezioni cutanee e erisipela.
Forme miste di linfedema: flebo-linfedema
I flebödemi si sviluppano a causa di malattie venose come, ad esempio, trombosi venose degli arti inferiori o varici. Un ristagno nel sistema venoso porta a un aumento di liquido nello spazio intercellulare. Se questo liquido aggiuntivo non può essere adeguatamente drenato dal sistema linfatico, si forma un flebödem. Col tempo, la malattia venosa può anche causare un danno al sistema linfatico. L’edema diventa allora una forma mista, chiamata flebo-linfedema.
Anche in questo caso gli esperti procedono secondo la terapia per il linfedema, applicano la cura della pelle, il drenaggio linfatico e la terapia compressiva e raccomandano un programma di esercizi specifico.